Diana D'Ambrosio

Assieme a pochi altri, rappresenta una punta emergente della nuova scultura napoletana che, in qualunque dei modi si manifesti, è pur sempre riconoscibile per una sua identità ed origine. Ella avverte con chiara fisionomia il significato profondo della forma da una sembianza astratta, ad una costruzione che vela anche qualcosa di ermetico.
La D'Ambrosio assume, contemporaneamente alla sospensione delle superfici, la gioia della levigatezza, cosa che induce a comprendere come in essa voglia esservi l'oservanza della perfezione che, in ogni caso ella scandisce.
In ciò vi è anche una raffinatezza dell'intendere la formulazione di un movimento primario che regga l'annotazione dell'essenziale.
Ma è chiara ancora in lei la totale pulizia del contorno, l'annotazione al materiale visto nella sua attualità, il pensiero goduto della natura.
L'astrazione della D'Ambrosio, per questi dati, è anche concretezza di significato, di allusione, di presenza e di emotività.

Mario Maiorino


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