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Lopera pittorica di
Bruno De Stefano in questultimo decennio ha conosciuto sostanzialmente due fasi,
diverse per espressione tecnica, ma entrambe esplicative dellevolversi di un unico
discorso pittorico.
La prima fase è in
particolar modo caratterizzata dalla rappresentazione di volumi irregolari tratti dalle
formazioni rocciose Sarde e dallutilizzo esclusivo della tela. La seconda invece
dalla comparsa di un nuovo supporto pittorico : lalluminio, dalluso
di una tecnica atipica di sbalzo e dallespressione di ritmi volumetrici
regolari tratti da ambienti urbani medioevali.
La levigatezza del supporto
utilizzato, una particolare tecnica pittorica a raso, il prevalere di toni pastellati, la
colorazione del passe-partout ricavato dalla stessa lastra, conferiscono alle sue
opere di questultimo periodo una particolare atmosfera di serenità e una notevole
originalità espressiva.
La realtà vissuta
dallartista è la sua unica fonte di ispirazione; la realtà e non il sogno,
lidea o altro; la realtà trasfigurata, idealizzata, ricomposta nellintimità
esistenziale del pittore è la stazione da cui parte di volta in volta per vivere la
limpida favola della sua vita.
La ricerca di una dimensione
altra è per lui a tutto campo, ovunque è possibile incontrarla in se stesso e
nellambiente circostante, ovunque è possibile scoprire un assoluto, ovunque è
possibile entrare in una nuova dimensione pneumatica; la sua pittura nasce da questa
consapevolezza e da unimperiosa esigenza di comunicazione e di dialogo.
Bruno De Stefano
è nato a Napoli nel 1940: oltre ad innumerevoli concorsi nazionali è stato in questi
anni protagonista di mostre personali a Napoli, Arezzo, Taranto, S:Agata dei Goti,
Teggiano e Barrea. Questanno ha già esposto a Morano Calabro, nel mese di marzo
parteciperà ad una importante collettiva presso il Palazzo reale di Napoli, sarà
presente in giugno con le sue opere alla Fiera di Parma e per agosto ha già in programma
una sua mostra personale presso il Parco Nazionale D'Abruzzo.
bdestefano@libero.it
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