- Nel 1999 realizza la sua
prima esposizione personale dal titolo "LOGICA INCOERENZA TRA IL VEDERE E IL
PENSARE". L'esposizione, annunciata dal giornale "Il Mattino" di Napoli dal
28 settembre all'8 ottobre, ha luogo nella Sala del Consiglio di Circoscrizione di
Chiaia-San Ferdinando-Posillipo del Comune di Napoli.
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- Nel 1998 collabora
all'allestimento della mostra dell'artista napoletana Rosaria Matarese presso
"l'Istituto di Francese Grenoble" di Napoli.
- Tra il 994-1997 realizza
scenografie ed allestimenti teatrali per piccole compagnie territoriali. Si trasferisce
temporaneamente a Madrid dove entra in contatto con artisti professionisti emergenti.
Nel 1991 si iscrive alla
Facoltà di Architettura dell'Università "Federico II" di Napoli. Nonostante
gli ottimi risultati in tre anni di studi, nel 1994 si allontana dal mondo universitario
(per poi abbandonarlo definitivamente nel 1997) dedicandosi totalmente alla pittura ed
allo studio del Surrealismo.
- Nel 1990 consegue il
Diploma al Liceo Artistico Statale di Napoli.
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- "Per molto tempo sono rimasto
fermamente deciso a non mostrare i miei quadri e i miei lavori convinto comero che
nessuno avrebbe potuto, nemmeno approssimativamente, avvicinarsi a capire quale fosse
stata e che valore avesse avuto per me quella straordinaria forza che mi aveva spinto a
crearli.
Unopera è un pò come scrivere un diario, dicevo, è come mettersi in comunicazione
con se stessi.
Non ho mai dato spiegazioni perchè non ho mai creduto che lArte dovesse
necessariamente lanciare messaggi.
Ma poi, un giorno, un amico guardando un mio quadro cominciò a raccontarmi ciò che
vedeva e il suo significato.
Tutto ciò che disse aveva poco o niente a che vedere con la mia verità, ma
attraverso i suoi occhi e le sue parole vidi un quadro nuovo (bellissimo) di cui ero
lautore inconsapevole; capii in quel momento il vero valore dellArte.
La mia concezione dellArte è in netta contrapposizione con quanti ricercano nelle
opere un messaggio diretto dellartista.
Unartista non è un profeta, ma un pensiero e unopera dArte vale molto
di più di chi lha generata perchè racchiude in sè infinite emozioni e sensazioni
spesso sconosciute allartista stesso.
Lartista è colui che ha la capacità di aprire una finestra attraverso la quale
ognuno vede, consapevolmente o inconsapevolmente, la proiezione del proprio universo
interiore.
Contrariamente a quanti vedono nelle proprie opere sempre e solo
lespressione (affermazione) di se stessi (fase questa riconducibile, a mio avviso,
solo al periodo che va dalla creazione alla conclusione di unopera) mi auguro che i
miei quadri riescano sempre a darmi emozioni nuove e che mi
stupiscano ricordandomi che sono anche altro da me."
Marco Adinolfi
m.adinolfi@tin.it
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