- E' nato a Napoli il 18 agosto 1953. Scrive
da oltre 20 anni prediligendo il vernacolo napoletano. Nel 1991 ha pubblicato la sua prima
raccolta di poesie "Napule sott' e' 'ncoppa". Nel 1953 ha pubblicato il poemetto
"Pruciesse 'Nparaviso".
- Durante le mie casuali e sporadiche
passeggiate per via Caracciolo è d'obbligo fermarmi almeno per cinque minuti dando le
spalle al mare e gli occhi alle colline. Guardare il mare è come disperdermi e
annullarmi, è come evadere dal mio io e farmi trascinare verso un ingiustificato oblìo.
- Guardare Napoli è ritrovare me stesso, le
mie origini, la mia vera identità. Quando guardo le colline di Pizzofalcone e di
Posillipo, più che impressione, ho la sensazione che i vicoli di Napoli sembrino tanti
fiumiciattoli che s'intrecciano, e tutt'insieme scorrono verso il mare. Ed è in questo
fluire che io avverto ipalpiti del cuore e le voci dell'anima di tutto un popolo. Questa
mia nuova raccolta di poesie napoletane dal titolo "Viche e Vicarielle", vuole
essere per il lettore, un invito a guardare Napoli dal di dentro, ad entrare nei vicoli
per cercare le radici di quella cultura che l'inarrestabile trascorrere immergendosi in
queste poesie, proveranno la mia stessa emozione; a quanti, dedicandomi un pò del loro
tempo, faranni sì, ch'io non abbia scritto invano.
- Gratitudine che estendo doverosamente al
caro Renato De Falco, per aver colto pienamente l'essenza dei miei sentimenti,
nella sua chiara, limpida ed eccellente prefazione.
- Al M° Ciro Gravagnola, che
ancora una volta e con profonda sensibilità artistica, ha saputo imprimere il senso di
tutta un'opera raffigurando concetti e stati d'animo nella pregevole illustrazione in
copertina. Altrettanto grande e doveroso va il mio ringraziamento al M° Sabatino
Musella, per avere immeso nell'acquerello inserito nel testo, i colori dell'anima
mia, sua e di tutto un popolo.
Antonio Ruggiero
"Ma sarebbe far torto all'Autore
non dargli atto, oltre che della scorrevole fluidità dei suoi armonici versi, del sicuro
e pieno suo padroneggiare il parlar napoletano: la scelta appropriata dei termini, la
calzante adesione delle parole ai concetti, l'agilità mai forzata o costruita di una rima
che resta componente essenziale della poesia vernacolare, lo confermano sperimentato e
documentato conoscitore di quel dialetto che, come il Croce ebbe caro affermare, "è
molta parte dell'anima nostra".
Renato de Falco
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