Grigio Perla

"Non ho mai visto così vicino il cielo" esordì il ragazzo, abito scuro, sopracciglia aggrottate, il viso rosso per il troppo alcol ingurgitato; ma la donna che sedeva al suo fianco in quella vecchia utilitaria color ruggine non prestò ascolto a quelle parole dettate da un cuore troppo sognatore. "Ho già strappato una volta il mio abito bianco, ho già amato un altro prima di te" continuava ripetere a bassa voce, divorando una sigaretta dal sapore grigio e amaro.Era già settembre! La notte cominciava ad avanzare veloce sugli ultimi raggi del Dio Elios, ma quello era un giorno senza sole, quelle erano anime prive di luce.Il ragazzo aveva lo sguardo rapito dal cielo; le nuvole per lui erano sculture Dada, era un bambino, così amava definirsi quando lo spleen lo violentava.Il tacere della sera, così sensuale e scuro, ben si sposava col volto della donna, che sprofondata nel sedile dell’utilitaria ascoltava rapita e indispettita quei lunghi silenzi del ragazzo quasi temesse quel fauno invincibile ed invisibile.Di tanto in tanto, la musica di una radio in modulazione di frequenza lacerava quel limbo costruito con sogni e sperma portando un alito di realtà alle orecchie degli amanti. Un ritornello sembrò destarli dai loro pensieri reconditi così lontani da tenersi per mano; "stay this time, stay tonight in this lie" ruggivano gli altoparlanti, ferendo al cuore quei corpicini avvinti intrisi di lacrime."Vorrei che tutto fosse diverso, ma non chiedermi come" profferì lui, accarezzando le gote calde della donna, poi come scosso da un fremito, mise la mano in tasca tirando fuori un pezzettino di carta sdrucito come il suo mondo e cominciò a leggere: "addio! Stanotte tenderai le tue mani e mi dirai addio! Quel vincolo giusto o sbagliato che sia ha scolpito la tua vita e scolpirà la mia; flashback di un amore rubato, di un bacio rapito. Seduti allo stesso tavolo ci saluteremo, fingendo di essere felici, credendoci almeno, e quando l’alba sgranerà i suoi occhi languidi su di noi, scoprirò quanto bruci inseguire un illusione, e quanto breve fosse un attimo di follia".A quelle parole, un’ultima lacrima rigò il volto del ragazzo mentre la donna si allontanava col capo chino; "ti amo" balbettò flebile il giovane aspettando che la solitudine curvasse pericolosamente tra i suoi capelli corvini.